25 agosto 2010

eileen

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Posso andare a casa adesso

e lavorare con questo messaggio

non recapitato sulle punte delle mie dita

E’ estate.

Ti amo.

Sono circondata dalla neve.

e. myles

cv

MI CARRERA LITERARIA:

Rechazos de Anagrama, Grijalbo, Planeta, con toda seguridad también de Alfaguara, Mondadori. Un no de Muchnik, Seix Barral, Destino… Todas las editoriales… Todos los lectores…

Todos los gerentes de ventas…

Bajo el puente, mientras llueve, una oportunidad de oro para verme a mí mismo:

como una culebra en Polo Norte, pero escribiendo.

Escribiendo poesía en el país de los imbéciles.

Escribiendo con mi hijo en las rodillas.

Escribiendo hasta que cae la noche

con un estruendo de los mil demonios.

Los demonios que han de llevarme al infierno,

pero escribiendo

Octubre 1990

Roberto Bolaño Ávalos. Cileno.

escribiré luego

bolano_macba.jpgDos cuerpos dentro de un saco de dormir

como si una crisálida se masturbara.

Una fría mañana de primavera cerca del mar.

Sin hacer contorsiones, acariciando según se pueda.

Brazos, axilas, suaves muslos peludos.

Los de ella no tanto,

escribirás luego con una sonrisa y solo

en un bar de la autopista

de Castelldefels.

 

Roberto Bolaño

da San Roberto de Troya

La universidad desconcida

13 agosto 2010

fuck the clock

a chi lo porta lo ha portato o lo agogna

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30 luglio 2010

ossa

esco da dove vorrei rimanerci. non si tratta di condanne. condannati si è, di solito, a restare. ci sono semi che non butterano mai fuori la foglia. fiori che si staccano dallo stello senza essere mai appassiti. e chicchi destinati a non essere mangiati . ogni scatola ne nasconde uno che non andrà a (buon?) fine.  morti viventi e vivi morenti. cose non nate sotto la coltre della terra. lascio la mia scrivania controvoglia. contro la voglia di tutti voi che non vedete l’ora di lasciarla. come un pranzo curatissimo e mai finito non per mancanza di appetito ma perché una telefonata lo ha interrotto abbandono il posto a tavola. ma la memoria è la voglia, quelle, vincono tutte le guerre. e ne abbiamo viste. stanca di perdere trascino con me i morti. e do cristiana sepoltura ai miei cari aborti.  che raggiungono sempre di più le sembianze di un essere pronto ad esistere. stanati in ultima istanza dal loro paradiso.

25 luglio 2010

pablo e lee

 

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Lee Miller, l’amica storica di Picasso che sopravisse a tutti i suoi amori e che le restò accanto fino alla morte, soleva dire che di solito veniamo scaricati proprio per gli stessi motivi per i quali siamo stati scelti. Lei non scelse mai e non si fece mai scegliere. Nelle mille e più fotografie che scattò con la sua Rolleiflex lo sguardo della camera attraverso i suoi occhi rivela che lo amava, tanto da non rischiare mai, durante trentasette anni, di perderlo. Il magnetismo quasi divino dell’artista più grande di tutti i tempi fu colto da lei lungo la sua vita come fine a se stesso. Stargli accanto le bastava. Picasso, ricambiava ritrattandola avvolta in un erotismo quasi violento, vestita di arlesiana. La amava anche lui con tutte le riserve con cui un genio lo può fare. Non furono mai amanti. Non fu neanche una storia platonica, fecero l’amore con regolarità dal primo giorno in cui si sono conosciuti. Nel via vai delle mogli e le amanti anche Dora Maar compagna nel 37 fu portata via dalla corrente. Roland Penrose, marito di Lee e magnifico biografo di Picasso, osservò durante tutto questo tempo senza dare mai un passo falso. Sotto questa prospettiva la filosofia della mia verduraia cinese, cioè sedersi sulla riva del fiume ad aspettare, è senza dubbio la più comoda. Le cose capiteranno comunque, aspetta. Nel frattempo sulla riva si può lasciare una controfigura, mentre vai a fare altro. All’occorrenza la puoi chiamare Dora Maar. Quando non crediamo in dio ci chiamano atei. E quando non crediamo più negli uomini…come ci chiamano? con un sorrisino zen sulle labbra mi chiedo qual è il significato del 7 nella cabala…

qui

17 luglio 2010

mariangela gualtieri

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Sii dolce con me. Sii gentile.

E’ breve il tempo che resta. Poi

saremo scie luminosissime.

E quanta nostalgia avremo

dell’umano. Come ora ne

abbiamo dell’infinità.

Ma non avremo le mani. Non potremo

fare carezze con le mani.

E  nemmeno guance da sfiorare

leggere.

Una nostalgia d’imperfetto

ci gonfierà i fotoni lucenti.

Sii dolce con me.

Maneggiami con cura.

Abbi la cautela dei cristalli

con me e anche con te.

Quello che siamo

è prezioso più dell’opera blindata nei sotterranei

e affettivo e fragile. La vita ha bisogno

di un corpo per essere e tu sii dolce

con ogni corpo. Tocca leggermente

leggermente poggia il tuo piede

e abbi cura

di ogni meccanismo di volo

di ogni guizzo e volteggio

e maturazione e radice

e scorrere d’acqua e scatto

e becchettio e schiudersi o

svanire di foglie

fino al fenomeno

della fioritura,

fino al pezzo di carne sulla tavola

che è corpo mangiabile

per il mio ardore d’essere qui.

Ringraziamo. Ogni tanto.

Sia placido questo nostro esserci –

questo essere corpi scelti

per l’incastro dei compagni

d’amore.

 

da mio vero

bestia di gioia

mariangela gualtieri

14 luglio 2010

pier vittorio tondelli


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Sono giorni ormai che piove e fa freddo e la burrasca ghiacciata costringe le notti ai tavoli del Posto Ristoro, luce sciatta e livida, neon ammuffiti, odore di ferrovia, polvere gialla rossiccia che si deposita lenta sui vetri, sugli sgabelli e nell'aria di svacco pubblico che respiriamo annoiati, maledetto inverno, davvero maledette notti alla stazione, chiacchiere e giochi di carte e il bicchiere colmo davanti, gli amici scoppiati pensano si scioglie così dicembre, basta una bottiglia sempre piena, finché dura il fumo.

da altri libertini

pier vittorio tondelli

09 luglio 2010

ivano ferrari

Niente addobbi viola
le croci coperte dalle tute sporche
l’incenso deodora altre chiese,
non bruciano candele
solo grasso di cavalli col carbonchio
eppure la santità del sacrificio
avvolge ogni spazio del carnaio
muscoli domati, nervi di scarto
certamente troppo per un dio
con la puzza al naso.

da macello

ivano ferrari

08 luglio 2010

alejandra pizarnik

1152242257-f.jpgQuando mi guardi
i miei occhi sono chiavi,
il muro ha segreti,
il mio timore parole, poesie.
Solo tu fai della mia memoria
una viaggiatrice affascinata,
un fuoco incessante

chi llumina

alejandra pizarnik